Vino · Spiegazione

Che differenza c'è tra i vini del Vecchio e del Nuovo Mondo?

Vecchio Mondo indica i paesi vinicoli europei, Nuovo Mondo tra gli altri gli Stati Uniti, il Cile, l’Argentina, l’Australia, il Sudafrica e la Nuova Zelanda. È un’abitudine, non una classificazione legale: la distinzione non compare nella legislazione europea sul vino. L’OIV ha stimato la produzione mondiale del 2025 in 227 milioni di ettolitri, di cui circa il 60 per cento proveniva dall’UE.

In breve

L'essenziale in cifre

Vecchio Mondo Paesi vitivinicoli europei, tra cui Francia, Italia, Spagna, Portogallo, Germania e Grecia
Nuovo Mondo Tra gli altri Stati Uniti, Cile, Argentina, Australia, Sudafrica e Nuova Zelanda
Stato giuridico Nessuna. La suddivisione in due non compare nella legislazione vitivinicola dell'UE
Produzione mondiale 2025 227 milioni di ettolitri (OIV)
Quota dell'Unione europea 2025 Circa il 60 per cento, 136 milioni di ettolitri
Maggiori produttori 2025 Italia 44,4, Francia 36,1 e Spagna 28,7 milioni di ettolitri
Indicazione del vitigno nell'UE Almeno l'85 percento del vitigno indicato
Indicazione del vitigno negli Stati Uniti Almeno il 75 percento del vitigno indicato

Quali paesi appartengono al Vecchio Mondo e quali al Nuovo Mondo?

Vecchio Mondo è il nome corrente dei paesi vitivinicoli europei e del Medio Oriente. Nuovo Mondo indica le zone in cui la viticoltura si è sviluppata solo dopo il periodo coloniale.

Del Vecchio Mondo fanno parte Francia, Italia, Spagna, Portogallo, Germania, Austria, Grecia, Ungheria e Georgia. Del Nuovo Mondo, tra gli altri, Stati Uniti, Cile, Argentina, Australia, Sudafrica e Nuova Zelanda. Il rapporto è sbilanciato. L'Organizzazione internazionale della vigna e del vino ha stimato la produzione mondiale nel 2025 in 227 milioni di ettolitri, di cui circa il 60 per cento proveniva dall'Unione europea.

La suddivisione tra Vecchio e Nuovo Mondo è stabilita da qualche parte per legge?

No. Nessun regolamento europeo e nessuna legge nazionale conosce i concetti di vecchio mondo o nuovo mondo. È gergo di settore del commercio e della stampa del vino, nulla di più.

La normativa europea sul vino lavora con altre categorie: vino senza indicazione geografica, vino a indicazione geografica protetta e vino a denominazione di origine protetta. Il regolamento (UE) n. 1308/2013 definisce tale quadro, il regolamento delegato (UE) 2019/33 disciplina l’etichetta.

Perché su un’etichetta francese compare una regione e su una australiana un vitigno?

Le etichette europee riportano di solito per prima la denominazione, perché l'origine è definita giuridicamente. Fuori dall'Europa il vitigno è più spesso l'indicazione principale, con accanto una zona di origine.

Nell’Unione europea su un vino a denominazione protetta può essere indicato un solo vitigno se almeno l’85 per cento del vino proviene da quel vitigno. Negli Stati Uniti quella soglia è del 75 per cento, e in tal caso in etichetta deve figurare obbligatoriamente anche una zona di origine. La scelta di mettere in primo piano la regione o il vitigno è dunque un’abitudine, non una differenza legale tra continenti.

Che cosa stabilisce il sistema europeo delle denominazioni di origine protette?

Una denominazione di origine protetta lega il vino a un territorio: tutte le uve devono provenire da quel territorio. In un’indicazione geografica protetta si tratta di almeno l’85 per cento.

Il regolamento (UE) n. 1308/2013 stabilisce che una denominazione di origine è protetta solo dopo essere stata riconosciuta e registrata nell’Unione. Sotto quella dicitura europea rientrano i sistemi nazionali: l’AOP francese, la DOP italiana e la DOP spagnola.

Vecchio o Nuovo Mondo dice qualcosa sulla qualità?

No. La classificazione non dice nulla sulla qualità o sulla fascia di prezzo. Entrambi i gruppi producono sia vini semplici sia vini molto seri; è un'indicazione di provenienza, non di rango.

Ciò su cui la classificazione dice davvero qualcosa è il quadro giuridico in cui rientra una bottiglia e il modo in cui è costruita l’etichetta. Un vino europeo con denominazione di origine protetta deve rispettare una zona definita, vitigni definiti e una resa massima per ettaro.

Dal negozio di Bathmen

Vino nel negozio di Bathmen

In de winkel in Bathmen staan 1.078 wijnen van 415 verschillende merken uit 21 landen. Het alcoholpercentage loopt van 0,05% tot 46%.

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Risposta breve

Risposte brevi a domande correlate

Il vino del Nuovo Mondo proviene sempre da un solo vitigno?
No, i blend si trovano ovunque. Fuori dall'Europa, però, il vitigno compare più spesso in primo piano sulle etichette.
Un vino europeo può indicare il vitigno in etichetta?
Sì, se almeno 85 per cento del vino proviene da quel vitigno.
Che cosa deve essere obbligatoriamente indicato su una bottiglia di vino senza denominazione protetta?
Tra l'altro, un'indicazione di origine con il paese in cui le uve sono state raccolte e trasformate in vino.
Quanto vigneto c’è nel mondo?
Nel 2025, secondo l’OIV, c’erano 7,0 milioni di ettari di vigneti.

Motivazione

Fonti

  1. State of the World Wine Sector in 2025, Organizzazione internazionale della vigna e del vino (OIV) (consultato il 4 settembre 2026)
  2. Geographical indications and quality schemes explained, Commissione europea (consultato il 4 settembre 2026)
  3. Gedelegeerde verordening (EU) 2019/33, EUR-Lex (consultato il 4 settembre 2026)
  4. 27 CFR 4.23, Varietal labeling, TTB, Stati Uniti (consultato il 4 settembre 2026)

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